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venerdì 12 agosto 2011

Ses Caletes

Un’altra spiaggia poco conosciuta al nord, Ses Caletes.
Descritta come un posto raggiungibile solo con una lunga e faticosa camminata. In realtà c’è una strada che ci arriva, stretta ma anche asfaltata. C’è, come sempre, la difficoltà di trovare la strada, che parte sulla destra appena prima dell’incrocio per la chiesa di Sant Vicent.
Dall’alto di vede la vicina baia di racò de sa Talaia, probabilmente raggiungibile dalle case costruite in cima.

Proseguendo si arriva alla spiaggia, molto piccola, con ricoveri per le barche e scogli. E tantissimi pesci.

Da precisare un aspetto di Ses Caletes, che la rende un po’ triste. Si trova nella zona colpita dall’incendio, intorno è tutto bruciato, tutto nero e grigio. Anche se cercando scopri che cominciano a nascere, sopra i resti, delle nuove piantine.


Cala Xarraca

L’altro modo per evitare le spiagge troppo affollate è…chiedere consigli. E i consigli portano quasi sempre a una spiaggia di sassi del nord, spesso molto bella.
Verso Portinatx si arriva a Cala Xarraca, niente di particolare, piccola, tanta gente e un grande cartello di divieto di accesso ai cani e ai nudisti :-(
Però dalla spiaggia verso destra si arriva a quella che abbiamo soprannominato Cala Xarraca 2. Ci si può arrivare anche parcheggiando sulla strada in alto e poi scendendo per un sentiero.
Spiaggia tranquilla, di ghiaino, dove fare snorkeling.
Con l’apprezzata attrazione della zona tuffi…

E un gabbiano quasi addomesticato. In questi giorni se ne trovano tanti di colore bruno-grigio, devono essere giovani esemplari di Gabbiano comune, che forse iniziano a vivere da soli e cercano compagnia.

E non finisce qui, da Cala Xarraca 2 verso Portinatx seguono altre due spiagge “consigliate” Cala des Xuclar e Platja s’Illot d’es Rencli. Tutta una zona che diventerà meta di parecchie uscite :-)

Turisti


Da quando, a fine luglio, siamo ritornati sull’isola l’ho trovata cambiata. E’ arrivato il turismo, in massa.
Turisti ce ne erano anche prima, naturalmente, ma pochi e forse anche poco visibili.
Adesso le spiagge sono diventate poco vivibili, con le persone strette strette, confusione, mare perfino torbido, mamme urlanti, …
Per le strade sei sempre in coda, nei negozi anche, dal benzinaio anche, i supermercati hanno gli scaffali vuoti.
Sono diventata fastidiosa per alcuni giorni, non trovavo più l’atmosfera magica dell’isola. La parte artificiosa, quella del carnevale tutti i giorni, giorno e notte, aveva preso il sopravvento. E’ vero che il popolo delle discoteche di giorno non va molto lontano, ma i turisti “diurni” erano aumentati in modo esagerato. Sembrava impossibile trovare un posticino tranquillo.   
Il consiglio che ricevevo era di aspettare la fine della burrasca, dopo il 20 di agosto ritornava la calma...
Ho provato anche un altro sistema di sopravvivenza, svegliarmi presto e uscire verso le otto, diciamo quella che viene considerata l’alba locale. Per le strade la gente che va a lavorare si trova, ma la sorpresa sono le spiagge…deserte…tutte deserte.

Questa è Cala Boix alle nove di mattina. E così anche le altre.
Spiaggia tutta libera, silenzio, l’acqua calda da fare il bagno.
Credo che i turisti si sveglino verso le 10, e arrivano in spiaggia verso le 10,30, anche le 11, a quel punto prendo le mie cose e…torno a casa.
Molto felice di questa mia scoperta, sono rimasta sorpresa nel constatare che da molti la spiaggia deserta della mattina è considerata una spiaggia triste, malinconica. Triste? Mah…

martedì 2 agosto 2011

Sa Caleta

Sa Caleta, bella spiaggia sabbiosa con acqua limpidissima e pareti di argilla rossa, con qualche piccola baia più nascosta.


Unico fastidio, il rumore degli aerei del vicino aeroporto.

Subito dopo la spiaggia, da vedere i resti degli edifici militari, con qualche percorso sotterraneo, ormai abbandonati.

E il primo insediamento fenicio. 2700 anni fa qui in riva al mare i Fenici costruirono un paese, che abbandonarono dopo 50 anni per creare un nuovo abitato sul colle della città vecchia di Eivissa, posto considerato più sicuro.
Il sito, dichiarato Patrimonio dell’Umanità, è un po’ deludente, con i pochi resti delle fondamenta rigorosamente recintati e senza possibilità di visita.

lunedì 1 agosto 2011

Pou de Leo


Spiagge di scogli poco frequentate, con ricoveri delle barche dei pescatori, buoni amici e…basta...quello che fa per me :-)


 

lunedì 4 luglio 2011

Ses Salinas


La zona delle saline offre due spiagge, la Platja d’es Cavallet, sabbiosa e nudista ufficiale, e Platja de Ses Salines o Migjorn, anche sabbiosa, mare limpidissimo, con vista sulle isole Formentera e S’Espalmador.
Purtroppo con l’aggiunta di confusione, musica e promoter delle discoteche. Una spiaggia molto giovane…


 

Le saline, presenti fin dal tempo dei Cartaginesi, sono sempre state una ricchezza per l’isola e sono ancora oggi utilizzata a scopo produttivo, con le vasche per il concentramento e cristallizzazione del sale. Al centro il grande cumulo di sale pulito, dove si accumula la produzione, da quest’anno recintato e chiuso a chiave per evitare prelievi “non autorizzati”.
Al termine delle vasche si trova il paese, due case, di La Canal dove si trovano i depositi e gli uffici della società che si occupa dell’estrazione e del commercio del sale e dove il sale viene imbarcato nelle navi.
Tutta questa zona è stata dichiarata parco naturale, come anche le praterie dell’alga posidonia nello stretto di mare tra Ibiza e Formentera.
Flora e fauna sono protetti e non è semplice girare a piedi per le saline. In teoria si dovrebbero vedere più di 200 specie di uccelli che hanno il loro habitat qui, anche i fenicotteri rosa in sosta durante la migrazione verso la Camargue, in pratica…abbiamo visto solo un paio di esemplari di Cavaliere d’Italia.
Da ritornare…

martedì 14 giugno 2011

Domenica di relax a S'Aigo Blanca

Prima ci siamo fermati al mercatino dell’usato a Cala Lena.



Tutte le domeniche (orario 10-16, tranne in luglio e agosto che diventa 18-24) chi vuole può mettere in vendita direttamente prodotti usati, come vestiti, dischi, stoviglie, libri, giochi, qualsiasi cianfrusaglia basta che sia di seconda mano.

Poi abbiamo proseguito in direzione San Vicent, per S'Aigo Blanca, che è una delle due spiagge nudiste ufficiali.
In passato c’era la sbarra che vietava l'ingresso e un parcheggio a pagamento, adesso si entra liberamente (fino a quando non cambiano idea). Basta comunque parcheggiare un po’ prima della sbarra e aggiungere qualche passo a piedi.
Il nome S'Aigo Blanca deriva dalla presenza continua del vento che porta onde che si infrangono biancamente sulla spiaggia.  
Ci sono un paio di chioschi e una parte attrezzata con qualche ombrellone.




Il mare è molto bello con vista sull'isola di Tagomago.






Cala Llentrisca

Il difficile è arrivare a Cala Llentrisca...dal paese di Es Cubells girare a sinistra seguendo la freccia che indica la spiaggia (è la prima e ultima indicazione!). 
Proseguire tenendo sempre la destra per alcuni chilometri fino ad arrivare alla sbarra della vigilanza. Spiegare al guardiano che conoscete Cala Llentrisca come le vostre tasche e lui vi apre, almeno a noi ha aperto…
Continuare per un paio di km, fare una curva a gomito a sinistra e lasciare subito dopo l’auto oppure scendere ancora un po’ tenendo sempre la destra fino a quando la strada finisce ed inizia il sentiero.
Con una camminata di venti minuti, a tratti non proprio comoda, si arriva.


Cala Llentrisca è una spiaggia di ghiaia, con solo delle casette per il ricovero delle barche, con molte alghe nel mare. 
Perchè andarci allora? Da consigliare a chi cerca la solitudine, che a volte può essere anche assoluta. Noi abbiamo trovato solo un pescatore che sistemava le sue reti.



E, verso sera, è arrivato a fare visita anche un delfino :-))))


mercoledì 8 giugno 2011

La spiaggia meditativa di Sol d’en Serra


Sol d’en Serra, spiaggia meditativa, da andarci per guardare il mare e lasciare passare gabbiani e pensieri.
Se proprio si vuole scendere, si arriva alla spiaggia entrando dal Club Amante, la natura del suolo a ciottoli giganti rende però molto difficile anche solo pensare di sdraiarsi.


Dal parcheggio, a sinistra, parte un sentiero a picco sul mare che porta verso la cima.
Dopo pochi passi c’è anche una panchina con serena vista sul mare. Continuando si arriva alla cima della “montagna”, il promontorio si chiama Cap des Llibrell
Sempre dal parcheggio partono altri due sentieri, il cicloturistico n. 8 di Santa Eularia di 12 km e un percorso a piedi/bici segnato con il falco verde di 3 km. Nel  solito sistema della rete di percorsi dell’isola, la maggior parte dei quali non segnalata oppure non riportata in alcuna mappa oppure entrambe le cose, è normale perdere la via, dopo un po’ ci si fa l’abitudine.

Tutti i sentieri portano verso Calla Llonga, l’altra faccia dell’isola, affollata, alberghi in quantità incredibile costruiti sulle pareti delle scogliere, negozi, ristoranti…turismo balneare lo chiamano.



Come in tutte le zone soleggiate e asciutte dell’isola si trova il rosmarino (Rosmarinus Officinalis), spontaneo, che cresce rigoglioso. In questo periodo si possono raccogliere i  germogli.  Da usare in cucina, da aggiungere alla tisana, per tenere lontani gli spiriti cattivi...




Il rosmarino è considerato un simbolo dell'amore, del matrimonio e della morte, che strano effetto questi termini vicini ;-)…e ha ispirato antiche leggende.
Come la triste storia della principessa Leucotoe, la figlia del re di Persia, che sedotta da Apollo, intrufolatosi furtivamente nelle sue stanze, dovette subire l'ira del padre, che la uccise per la sua debolezza.
Sulla tomba della principessa i raggi del sole arrivarono a raggiungere le spoglie della fanciulla, che lentamente si trasformò in una pianta dal profumo intenso, dalle foglie fini e dai fiori viola-azzurro.
Da questa leggenda deriva l'usanza degli antichi Greci e Romani di coltivare il rosmarino come simbolo dell'immortalità dell'anima.